Quando due settimane fa Andy Burnham è diventato il nuovo primo ministro britannico, sul sito del governo sono comparse offerte di lavoro per una decina di nuove posizioni nell’ufficio della Comunicazione, tutte per i social media. È un approccio diverso da quello ingessato dal suo predecessore Keir Starmer, del Partito Laburista come Burnham: i primi risultati sono positivi e si sono visti anzitutto nei numeri dei contenuti.
I social erano stati centrali fin dall’inizio nell’operazione politica di Burnham e nella costruzione di un’immagine pubblica distante da quella di Starmer e del politico di professione, nonostante anche Burnham lo sia.
Per stile e frequenza, i video di Burnham sono stati inevitabilmente paragonati a quelli del sindaco di New York Zhoran Mamdani, ormai diventati un genere replicato da moltissimi politici, anche in Italia. Uno dei primi video di Burnham è una citazione evidente: bussa sulla fotocamera, come in uno molto noto di Mamdani, per annunciare una riduzione delle bollette alle famiglie.
Anche se l’ispirazione è evidente, nei video successivi lo staff di Burnham sembra avere trovato un modo per fare video alla Mamdani senza limitarsi a imitare l’originale, ma cercando di valorizzare i tratti distintivi di Burnham e sfruttandone la spigliatezza. È ovvio che sono video costruiti, ma Burnham è piuttosto bravo a non farlo vedere. Spesso parla direttamente nella videocamera filmandosi da solo, un accorgimento che dà un maggiore senso di spontaneità.






