Il gol di Rodrigo De Paul con l’Inter Miami e la dedica a Lionel Messi, assente a causa della scomparsa del padre Jorge travalicano la cronaca sportiva: tutto lo stadio si ferma ad applaudire, il messaggio fa il giro del mondo.
Nelle dinamiche del calcio professionistico contemporaneo, dove ogni gesto rischia di essere vivisezionato o etichettato come mera strategia di immagine, esistono momenti in cui la realtà irrompe spogliando la scena di ogni artificio. L'episodio che ha visto protagonista Rodrigo De Paul durante la partita di Leagues Cup tra Inter Miami e Monterrey si colloca esattamente in questo spazio. Dopo aver sbloccato il risultato con una conclusione dal limite, il centrocampista argentino si è tolto la maglia da gioco per mostrare e sollevare la numero 10 di Lionel Messi.
Il motivo dell'assenza di Messi sul terreno di gioco era strettamente legato a un grave e profondo lutto personale: il fuoriclasse argentino era stato infatti autorizzato dal club a volare d'urgenza a Rosario per stare accanto ai suoi cari nelle ultime ore di vita del padre, Jorge Messi, spentosi all'età di 68 anni in una clinica della città natale dopo una lunga malattia. Al di là del risultato sul campo, il gesto di De Paul ha attirato un'attenzione mediatica trasversale. Tuttavia, interpretare questa dedica unicamente come un omaggio formale o come una trovata per intercettare la notorietà del numero dieci argentino significherebbe fermarsi a una lettura superficiale. Al contrario, l'episodio offre un pretesto per una riflessione più profonda sul peso dei legami affettivi nel calcio ad alti livelli e sulla figura, spesso fraintesa, di chi si trova dietro il campione.










