Mentre il Giappone celebra l'anniversario delle bombe atomiche del 1945, i suoi leader spingono per riaprire il dibattito sulle armi nucleari, mettendo in discussione il tradizionale orientamento pacifista del Paese.

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La Costituzione giapponese rinuncia all'uso offensivo della forza militare e i governi che si sono succeduti hanno mantenuto per decenni l'impegno a non possedere armi nucleari, a non produrle e a non consentirne l'ingresso nel Paese.

Questo impegno è oggi sotto pressione: i vicini dell'Asia orientale, in particolare la Cina, potenziano le loro capacità militari, mentre restano dubbi sull'affidabilità del principale garante della sicurezza di Tokyo, gli Stati Uniti.

La premier giapponese Sanae Takaichi ha finora rifiutato di chiarire se intenda mantenere la posizione nota come i tre principi non nucleari. Il ministro della Difesa Shinjiro Koizumi, lo scorso mese, ha sollecitato una "discussione senza tabù" sull'argomento.