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Paolo Condò

L'Inter resta la più pronta, ma va scaldata la concorrenza interna da Sucic a Esposito. Il Milan deve aggiungere pezzi e ritrovare la forza mentale e morale. Alla Juve tocca risolvere l'emergenza portiere e il dialogo tattico Yildiz-Alajbegovic

Dopo le gare di ieri Inter e Milan sono salite sull’aereo per l’Italia, mentre la Juve si attarderà in Australia ancora per qualche giorno, l’ultima amichevole col Palermo è in calendario martedì. Non siamo dei fan di queste tournée down under perché ci appaiono di scarso significato tecnico e nocive per una corretta preparazione atletica di lungo periodo: infatti la prima cosa che ha sottolineato con sollievo ieri Chivu, che pure aveva battuto la Juve, è stata l’assenza di guai fisici.

Qualcosa comunque le partite hanno detto, e fra dirigenti e allenatori i compiti per l’ultimo tratto dell’estate sono chiari. Alla Juve, soprattutto. L’emergenza portiere è rimasta tale: Di Gregorio avrà certamente un’ottima prosecuzione di carriera, ma altrove, perché l’ansia innescata dai vecchi errori ne produce di nuovi, e la questione va risolta. E poi, una volta allineate le varie condizioni, Spalletti comincerà a mettere assieme Yildiz e Alajbegovic, uno dietro Kolo Muani e uno sulla fascia, anche a turno per sorprendere gli avversari. È dal loro dialogo, di grande spessore tecnico, che uscirà la nuova Juve: se poi il mercato davvero aggiungerà Zirkzee, terzo fine dicitore, le difficoltà dell’allenatore cresceranno, ma di pari passo con le potenzialità.