Catanzaro ha ospitato per la prima volta il Pride, unica tappa calabrese dell’Onda Pride 2026. Ma la misura del cambiamento non sarà il numero delle persone presenti sul lungomare: sarà la libertà possibile, da domani, nella vita quotidiana.
Per raccontare il primo Pride di Catanzaro si potrebbe partire dai colori, dalla musica e dal corteo che l’8 agosto ha attraversato il quartiere Lido. Sarebbe però il racconto più facile e, forse, anche il meno utile.
La notizia non è soltanto che numerose persone abbiano percorso il lungomare da piazza Garibaldi fino all’Area Teti, ma che questo sia accaduto per la prima volta nel capoluogo della Calabria e che sia stato necessario attendere il 2026 perché accadesse.
Il significato del claim e il lavoro della rete “Road to Pride”
“Esistiamo così come siamo” è stato il claim della manifestazione. Una frase apparentemente semplice che, in Calabria, acquista un significato particolare, perché esistere non significa soltanto non essere aggrediti o discriminati apertamente, significa poter parlare della persona che si ama senza cambiare pronome; camminare insieme senza controllare chi sta guardando; non dover partire per trovare un luogo nel quale sentirsi normali; non essere accettati soltanto a condizione di rimanere discreti, invisibili e silenziosi.











