Giorgio Silli è il segretario generale dell’Organizzazione Internazionale Italo-Latino Americana. Spesso lontano da Prato, ha la città nel cuore e si sente autentico pratese nel mondo.

"Non si smette mai di sentirsi pratesi, neppure dall’altra parte del mondo. La cosa bella è che si trovano pratesi ovunque e spesso hanno avuto grande successo all’estero. In questi anni mi è capitato spesso. Da Melbourne in Australia al Mozambico all’America latina. Il mese scorso nell’ambasciata italiana di Managua eravamo io, il capo segretario Simone Spezzano, l’ambasciatore Pucci e don Giorgio, missionario, tutti e 4 pratesi. Piuttosto c’è da chiedersi perché molti pratesi se ne sono andati dalla città che era considerata il giardino dell’Eden".

Che pensa della città dopo un anno di commissariamento e le elezioni? Non le sembra una città ripiegata che stenta a ripartire?

"E’ senza dubbio una città con enormi problemi ma la madre di tutti i problemi, checché se ne dica è l’economia, pur avendo Prato molti altri primati ahimè non proprio lusinghieri. Quando hai la pancia piena le difficoltà le vedi con un occhio diverso, un’economia ripiegata su se stessa può solo peggiorare la percezione di qualsiasi altro problema. Il commissario ha fatto un lavoro egregio. Francamente non credo che tutto si risolva in questioni di appartenenza politica (che pure ha le proprie enormi colpe); il problema è di classe dirigente in generale, quella classe dirigente che, insieme alla politica, dovrebbe tentare di avere più slancio non limitandosi a registrare i problemi ma tentando di avere una visione sul lungo periodo".