"È la mia prima volta nei panni di una donna trasandata, che si è lasciata andare. Una donna che non si prende più cura di sé. Lo specchio di una società in cui genitori e figli non si parlano più. Interpreto una donna che non fa attenzione a se stessa e che non fa paura a nessuno". Monica Bellucci interpreta una donna che ha rinunciato alla propria femminilità. Una donna che si aggira in una casa immensa, un palazzo palermitano da Gattopardo, avvolta in camicioni troppo grandi, che si trascina quasi ciabattando, che si consola mangiando merendine. È una Monica Bellucci inedita quella che vediamo in Ketticè di Giovanni Tortorici, il primo dei due film italiani in concorso al Pardo d’oro presentato al Festival di Locarno.
Ketticè è una storia di adolescenti ambientata a Palermo nel 2012. I protagonisti sono Giulio e Ketty, interpretati dai giovanissimi Salvatore Gallina e Rachele Testagrossa, entrambi alla prima esperienza cinematografica. Monica Bellucci interpreta la madre di Giulio: una donna che vive come prigioniera in una grande casa signorile nella quale sembra quasi un’estranea. Stretta fra una suocera autoritaria, un marito inerte e troppo attaccato alla madre e un figlio sedicenne apatico, anarchico, senza prospettive. Fra spinelli, hashish e piccoli tentativi di spaccio, Giulio e Ketty costruiscono un legame esclusivo, un rifugio contro il mondo degli adulti.











