MARTELLAGO (VENEZIA) - La casa devastata e le spese per ripararla, da anticipare. La coppia di residenti la cui abitazione si è allagata dopo lo scoppio di un tubo sotterraneo – avvenuto lo scorso 31 luglio – ha deciso di rivolgersi ad un avvocato che possa affiancarli nel percorso di sistemazione, di rimessa in sicurezza e di risarcimento dei danni.
IL FATTO Nell’ultimo giorno di luglio, il guasto aveva allagato le vie connesse alla residenza della vicina Monsignor Barbiero. Il tubo che attraversa (ancora oggi) il giardino dei due coniugi era esploso alle prime ore del giorno e gli allagamenti avevano raggiunto persino i comuni di Stra e Peseggia. Si tratta della seconda tubatura più grande per il rifornimento d’acqua dell’intera zona del Miranese. Ad avere la peggio però era stato il giardino dei coniugi.La famiglia era stata svegliata alle cinque del mattino dai soccorsi, carabinieri e Veritas che stavano intervenendo per cercare di bloccare l’imponente flusso di acqua che fuoriusciva dalla falla. Il giardino era allagato, con l’acqua che arrivava quasi alle ginocchia. Non solo: la melma fangosa era riuscita ad entrare anche in taverna. Dopo ore e ore, la stanza era andata completamente sott’acqua. Ricordi, mobili, elettrodomestici, documenti: tutto distrutto. Se l'incubo di quel giorno per i residenti delle case lungo le vie vicine si era concluso nel giro di qualche ora di lavoro, per la famiglia da cui tutto era partito invece la situazione continua ad essere critica, con la coniuge che si è anche infortunata nelle operazioni di sistemazione della casa. LA FAMIGLIA «Vita sconvolta, ovviamente – spiegano i due residenti nel cui giardino passa il tubo che ha subito il guasto – I lavori di sistemazione proseguono molto lentamente. Ad agosto non c’è nessuno per i preventivi e per le perizie, per le quali attendiamo un tecnico. Nel frattempo non possiamo toccare nulla – spiegano sconfortati i due residenti – La taverna è distrutta. Ma non solo, l'impiantistica esterna ed interna è anche tutta da rifare. Sempre i periti dovranno valutare tutti i danni che abbiamo subito. In più ci sono le migliaia di euro da pagare e tocca a noi, in primis, sborsarli. Come stiamo? Abbattuti ovviamente, dal momento che è la terza volta che capita un fatto pressoché identico. Per quanto riguarda la rimessa a posto, hanno rattoppato la condotta per l’ennesima volta, non è sistemato alcunché, il tubo è ancora nello stesso posto e si romperà ancora ovviamente. L’avevamo scritto a Veritas già nel 2025 ma nessuno ha mai fatto nulla. Infine, finiti i lavori di aspirazione dell’acqua dalla taverna, gli addetti di Veritas se ne sono andati lasciando la grata della bocca di lupo aperta, senza alcuna segnalazione. Nel portare fuori gli scatoloni fradici, ci sono caduta dentro a peso morto, procurandomi un distacco osseo del malleolo, contusioni alle braccia, alle gambe, alla schiena. Ho la gamba ingessata. Poiché la vicenda ci appare complessa, abbiamo deciso di affidarci ad un legale». IL SINDACO «Per la prossima settimana pensiamo di organizzare un incontro con Veritas per discutere della situazione – spiega il sindaco di Martellago, Andrea Saccarola – Sul tubo in questione si stanno facendo numerose valutazioni, bisognerebbe spostarlo ma è l’azienda che deve farci sapere se è possibile farlo. Bisognerà inoltre capire quanto costa e come si pensa di procedere. In questo modo la famiglia in questione non avrebbe più simili problemi».






