Se mercoledì contro l’Osasuna le indicazioni erano sembrate positive, le sensazioni sono addirittura migliorate contro il Celta Vigo. Al di là di un risultato che contiene in sé tutto e il contrario di tutto, come sempre accade in estate. Perché si alza il livello degli avversari e pure quello del Napoli di Max Allegri che, nel primo tempo, mostra tutti i miglioramenti possibili. Il 4-3-3 rivede elementi fondamentali, da McTominay a Alisson Santos. E si vede in campo, perché la squadra crea, costruisce, inventa. Il vantaggio arriva da un calcio piazzato - e anche questa di per sé è una notizia - con Di Lorenzo che riesce a anticipare tutti. Il capitano è tra i più in palla: la traversa che sfiora il raddoppio è sempre sua, qualche minuto prima dell’intervallo. Ma è la squadra per intero che va, soprattutto quando le gambe concedono: niente più lanci lunghi nel deserto, riecco la costruzione a tre da un lato e dall’altro. Poi il fiato manca e le gambe pure; e gli errori individuali fanno la differenza. Ma per i primi 45’ il Celta Vigo si vede solo dalla distanza (con Jutgla) e i guai peggiori li crea il 2006 El-Abdellaoui (marocchino nato in Norvegia, uno di quei profili che tra qualche anno potrebbe valere milioni sul mercato), ma la coppia Olivera-Marin ne esce bene.