Individuato a 46 metri di profondità, risalirebbe al II-I secolo a.C.
Sotto la superficie del Mediterraneo, dove il tempo sembra essersi fermato, è rimasta una pagina di storia ancora da leggere. A 46 metri di profondità, a circa tre miglia dalla costa di Mazara del Vallo, nel Trapanese, il mare ha restituito le tracce di un relitto di epoca romana, presumibilmente risalente a un periodo compreso tra il II e il I secolo avanti Cristo.
Non è soltanto il ritrovamento di un'antica nave. Sul fondale sono ancora visibili centinaia di anfore, insieme a due ceppi d'ancora in piombo e a un'altra struttura dello stesso materiale. Elementi che potrebbero aiutare gli archeologi a ricostruire la storia dell'imbarcazione. Il relitto si trova, infatti, in un'area del Mediterraneo che per secoli è stata attraversata da navi, mercanti e militari. Una posizione che rende il sito particolarmente interessante per comprendere le rotte marittime e gli scambi commerciali dell'antichità.
Il relitto e le centinaia di anfore
Tra i reperti individuati spiccano soprattutto le anfore del tipo Dressel 1A, una tipologia largamente diffusa nel Mediterraneo in età romana e particolarmente legata ai traffici commerciali dell'epoca. A rendere, però, ancora più significativo il ritrovamento sono i due ceppi d'ancora in piombo, testimonianza delle dotazioni dell'imbarcazione, e un'ulteriore struttura realizzata nello stesso materiale.










