L'allarme del presidente ucraino arriva da Belgrado: le centrali termoelettriche sono state sistematicamente colpite e Kiev ha bisogno di più sistemi Patriot
“L'Ucraina non ha praticamente alcuna centrale termoelettrica intatta”. L'allarme, in vista di un inverno ancora lontano, ma che per i suoi connazionali è drammaticamente vicino, lo lancia il presidente Zelensky da Belgrado, al fianco del suo omologo serbo Vucic: luogo e interlocutore non certo banali, visti i legami storici, economici e strategici tra la Serbia e la Russia, che il viaggio dello stesso Zelensky prova quantomeno a mettere sotto stress.
Ma una visita che può facilitare anche il percorso di adesione all'Unione Europea di entrambi i paesi, con quello della Serbia arenatosi proprio sull'eccessiva vicinanza a Mosca.
Le infrastrutture energetiche nel mirino
Infrastrutture energetiche prese sistematicamente di mira da droni e, soprattutto, missili balistici russi, che negli ultimi mesi trovano sempre più falle nelle difese aeree di Kiev a corto di intercettori.












