Nel suggestivo contesto della tournée australiana, il primo “derby d’Italia sotto l’ombrellone” si colora di nerazzurro. A Perth la Juventus incassa la prima sconfitta del precampionato, superata 2-1 dall’Inter al termine di una gara in cui il forcing bianconero è arrivato solo nel finale. Per Luciano Spalletti il bilancio è in chiaroscuro: brillano i nuovi arrivi e una confortante reazione d’orgoglio, ma pesano blackout difensivi e un campanello d’allarme fra i pali.

Fragilità dietro e il caso Di GregorioIl confronto ha messo in luce una differenza di amalgama evidente: l’Inter è apparsa più compatta e rodata, capace di segnare i primi due gol incassati dalla Juventus in questa serie di amichevoli. Sulla rete d’apertura grava l’incertezza di Di Gregorio, sorpreso da un diagonale non irresistibile di Dimarco. Il raddoppio porta la firma di Diouf, favorito da un intervento goffo del portiere bianconero sul proprio palo. Errori pesanti che riaccendono i riflettori sulla porta juventina, alimentando dubbi sulla titolarità del numero uno per la prossima stagione e riproponendo l’urgenza di muoversi sul mercato dei portieri.

Segnali positivi: la classe di Alajbegovic e la fiammata di ConceicaoNonostante il 2-0, la ripresa ha offerto indizi incoraggianti. Conceicao ha accorciato le distanze, coronando una prova in crescita con la rete del definitivo 2-1. A inizio secondo tempo Spalletti ha inserito i neoacquisti Alajbegovic e Kolo Muani, sebbene avessero soltanto tre giorni di lavoro nelle gambe. Una scelta quasi obbligata sul piano atletico, ma capace di produrre spunti di alto livello. Alajbegovic ha messo subito in mostra tecnica cristallina e personalità, pur sprecando una grande chance. Kolo Muani ha illuminato l’area con movimenti di qualità, sfiorando la deviazione vincente. Tra i due si è intravisto un principio d’intesa promettente, sostenuto dalla prova ordinata di Celik, pedina tattica preziosa nelle rotazioni.