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Laura Magna
Dal 15 settembre cambiano le regole per studenti internazionali, partecipanti ai programmi di scambio e per i giornalisti stranieri. La nuova durata massima dei soggiorni sostituisce il sistema «Duration of Status»
La sicurezza dei confini e il controllo dei flussi migratori sono al centro dell’agenda americana: è un fatto evidente. Ma il nuovo giro di vite dato a Trump ai visti studenteschi (e a quelli giornalisti) non riguarda soltanto il tema dell’immigrazione: tocca direttamente uno degli asset strategici su cui gli Stati Uniti hanno costruito per decenni la propria leadership economica e tecnologica, ovvero la capacità di attrarre studenti, ricercatori, professionisti e, più in generale, talenti internazionali.
Innovazione, startup e crescita economicaLa domanda che emerge è quindi se una maggiore rigidità nelle regole di permanenza possa tradursi in un vantaggio sul piano della sicurezza oppure rischi di indebolire proprio quel sistema di attrazione globale delle competenze che ha alimentato innovazione, startup e crescita economica americana. «C'è un'equazione fondamentale, dimostrata da decenni di studi economici e sociologici, che spesso il dibattito politico tende a sottovalutare: la capacità d'innovazione di un Paese non dipende soltanto dalla disponibilità di capitali finanziari, ma anche dalla qualità del capitale umano che riesce ad attrarre, trattenere e valorizzare», spiega Roberta Marcenaro Lyon, ceo di Imark, società di consulenza che affianca le imprese italiane nei processi di ingresso e crescita sul mercato statunitense.Secondo Marcenaro Lyon, la questione non riguarda quindi soltanto studenti e università, ma l’intero ecosistema economico che ruota attorno alla mobilità internazionale delle competenze. «Questa evoluzione normativa non dovrebbe essere letta soltanto come una questione amministrativa. Da imprenditrice che affianca quotidianamente le aziende nei processi di crescita, innovazione e internazionalizzazione, considero il tema soprattutto sotto il profilo della competitività economica».






