Venerdì sera in Colombia si è tenuta la cerimonia di insediamento del nuovo presidente Abelardo de la Espriella, di estrema destra, vincitore delle elezioni di giugno. Ha preso il posto di Gustavo Petro, che è stato il primo presidente di sinistra della storia della Colombia.

La cerimonia di insediamento è stata organizzata eccezionalmente nella città di Cali anziché nella capitale Bogotà. Si è tenuta nell’auditorium di un’università di fronte a parlamentari colombiani, esponenti delle istituzioni, imprenditori, celebrità e a rappresentanti di governi esteri e di organizzazioni internazionali. La scelta della città, la terza più grande del paese e sede del potentissimo cartello di narcotraffico omonimo, è un simbolo della volontà di de la Espriella di combattere il traffico di droghe e di decentralizzare l’azione del governo.

Dopo il suo giuramento e mentre nell’auditorium venivano lette alcune orazioni religiose da parte di vari sacerdoti (un rabbino, un pastore evangelico, un prete e un vescovo cattolici), de la Espriella è uscito e ha tenuto il suo primo discorso di fronte a un battaglione di militari sull’attenti. Ha detto di voler riformare il sistema fiscale, annullare la tassa patrimoniale, distruggere le piantagioni di coca e portare i lavoratori dell’economia sommersa in quella legale.