HomeEconomiaMedie aziende: sette su 10 investiranno in digitale e green entro il 2028I costi elevati e la carenza di competenze interne e manageriali restano però gli ostacoli principaliLe aziende continuano a investire nell’attuazione di progetti di transizione digitale e greenRicevi le notizie di Quotidiano Nazionale su GoogleSeguiciRoma, 8 agosto 2026 – Le aziende continuano a investire nell’attuazione di progetti di transizione digitale e green. Nel triennio tra il 2026 e il 2028, il 76% delle medie imprese investirà in digitale e il 73% in green. Ma tre imprese su quattro si scontrano con almeno un ostacolo nel portare avanti gli investimenti in digitalizzazione e sostenibilità ambientale. A frenare sono soprattutto gli elevati costi iniziali da sostenere, indicati dal 41,2% delle medie imprese. Seguono l’incertezza normativa (34%) e la necessità di destinare risorse ad altre priorità aziendali (32,5%). La fotografia emerge nel Report ‘Le medie imprese italiane tra continuità e trasformazione: governance, capitale umano e geopolitica’ realizzati da Unioncamere, dall’Area Studi di Mediobanca e dal Centro Studi Tagliacarne. “Il nucleo del quarto capitalismo italiano continua a registrare buone performance, anche se dopo anni di crescita sostenuta sembra rallentare il passo. Ne sono un esempio concreto gli investimenti nella doppia transizione che, tra il 2026 e il 2028, interesseranno una quota di imprese leggermente inferiore rispetto al triennio precedente, quando coinvolgevano l’84% % delle medie imprese sul fronte digitale e il 77% su quello green – spiega Gaetano Fausto Esposito, direttore generale del Centro Studi Tagliacarne –. Nonostante il rallentamento, la propensione agli investimenti resta nettamente superiore alla media delle Pmi che investiranno entro i prossimi 3 anni nel 47% dei casi nel digitale e nel 46% nella sostenibilità ambientale. Le medie imprese – aggiunge – restano un pilastro dello sviluppo del Paese, ma finora non hanno beneficiato di politiche dedicate. Per sostenerne la crescita servono interventi mirati che favoriscano una maggiore apertura manageriale e l'evoluzione della governance”.