Doveva essere una serata di festa, solo per una pura casualità non si è tramutata in una tragedia di immani proporzioni. Ancora piombo e ancora violenza, dunque, a Napoli. Teatro dell’ultima incursione armata, il quartiere Secondigliano, dove dopo qualche settimana di tregua apparente la tensione è tornata a salire ben oltre i livelli di guardia. Un commando, poco prima delle ventuno di ieri, è entrato in azione nella zona del rione Berlingieri sparando all’impazzata. Sullo sfondo, una circostanza allarmante: a pochi metri di distanza, sul corso principale, era in corso la notte bianca organizzata dai commercianti della zona e per questo motivo al momento del raid erano presenti in strada ancora centinaia di persone e diversi negozi erano aperti al pubblico.
In pochi secondi il numero unico di emergenza è stato letteralmente preso d’assalto dalle segnalazioni di residenti e testimoni, sconvolti per quanto era appena accaduto davanti ai loro occhi. Sul posto, qualche minuto più tardi, si sono precipitate le prime volanti dell’Ufficio prevenzione generale e i tecnici della Scientifica per eseguire i rilievi balistici di prassi. Sull’asfalto, lungo via Dolomiti, gli investigatori hanno quindi individuato tre bossoli calibro 9x21. Stando a una prima ricostruzione dei fatti, i colpi esplosi sarebbero stati però almeno dieci. Uno di questi, secondo il racconto di un uomo presente sulla scena, avrebbe rischiato di colpire un bambino. Indagini in corso da parte della polizia per risalire in tempi brevi ai responsabili della stesa. Fari puntati, in particolare, su due gruppi di giovanissimi con aspirazioni da boss, che ormai da qualche tempo stanno infestando la zona del Berlingieri. Uno sarebbe vicino al clan Licciardi con base nella Masseria Cardone, l’altro alla Vanella Grassi di Secondigliano. Sullo sfondo, ancora una volta, il controllo dello spaccio di droga al dettaglio e del racket ai danni dei commercianti. Un’escalation di terrore che ripropone con forza l’urgenza di risposte concrete sul fronte della sicurezza e del controllo del territorio troppo spesso a corto di personale.







