In Sardegna la prima data italiana della nuova avventura di Lorenzo. Una festa lunga dieci ore, un rito collettivo di speranza e rinascita. Super ospite Alfa, con il quale ha duettato in Buon Vento. Toccante la lettura della poesia Noi siamo sardi di Grazia Deledda, premio Nobel per la Letteratura nel 1926. IL RACCONTO
Felice e prospera. Questa è Olbia nel suo etimo greco, olbios. E felice e prospero è Jovanotti, che nella città sarda ha aperto il Jova Summer Party 2026, ovvero il capitolo italiano di quel progetto (quasi biblico) che è l’Arca di Lorè e che è salpata da molto lontano, da Brisbane e Adelaide, ovvero dall’altra parte del mondo, per poi girovagare per l’Europa e quindi approdare in questa città del Nord della Sardegna, da dove, come un Odisseo della musica, farà rotta, seguendo la stella polare del cuore, nel Sud della penisola, per poi risalire verso Roma per una doppia data al Circo Massimo, il 12 e il 13 settembre, che sarà anche l’occasione per celebrare i suoi sessant’anni, che arriveranno il 27 dello stesso mese.
Giornata che pare infinita ma scivola via lieve, nonostante un sole che cuoce e un vento che alza sabbia. Maurizio Salvadori, che con la sua Trident cura questo tour fluttuante, spiega che «la cosa che non avevamo previsto è questo caldo e proprio per questo stiamo valutando uno spostamento in avanti di mezz’ora. Il tour è nello stile Lorenzo, il viaggio è venuto bene, in tutti gli altri posti avremo un prato verde che segna la differenza rispetto a qua. A dire il vero, a Olbia abbiamo provato a seminare, ma è stato un esercizio inutile. A oggi sono già stati venduti oltre trecentomila biglietti».










