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«La proprietà non deve dormire sonni tranquilli». Il giorno dopo il fallimento della mediazione sullo stabile di via Santa Croce in Gerusalemme, davanti allo Spin Time, l’assemblea degli ex occupanti si rivolge direttamente a Investire Sgr: «Avete riavuto momentaneamente il vostro palazzo», dice uno degli abitanti, annunciando la futura «Waterloo», mentre dalla piazza partono i cori: «Investire devi vendere, vattene». Nelle stesse ore il sindaco Roberto Gualtieri attacca il fondo: «Nessuno vieta che un fondo possa fare una scelta e avere un cuore. Se si vuole avere un cuore si può fare una scelta».
Spin Time tra bombole, cavi e infissi crollati. Ecco perché il fondo ha detto No a Gualtieri
Investire ha respinto la soluzione-ponte del Campidoglio sostenendo che non esistono le condizioni di legalità e sicurezza per l’uso dell’immobile. Una doccia fredda per occupanti e Comune che speravano di superare gli evidenti impedimenti tecnici in nome dell’emergenza abitativa. Ma così non è stato e Roma Capitale replica che avrebbe assunto la responsabilità della gestione. Saltata quella strada, però, Gualtieri non molla e annuncia le procedure ordinarie per un eventuale acquisto, con tempi «molto più lunghi», e promette agli ex occupanti una «sistemazione immediata e dignitosa» e il percorso per il diritto all’alloggio popolare. Qui si apre il nodo politico.










