Cecilia Carmassi, Avis LuccaRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciD’estate, si sa, ci si concede qualche libertà in più. Le vacanze cambiano le abitudini, le serate si allungano, si viaggia di più e la routine passa inevitabilmente in secondo piano. Anche la donazione di sangue, per molti, finisce così per essere rimandata.
"Il grande caldo e il grande freddo sono i due momenti dell’anno in cui registriamo sempre un calo delle donazioni", spiega Cecilia Carmassi, presidente di Avis Zonale Piana di Lucca e Valle del Serchio e componente del consiglio direttivo di Avis Toscana. L’estate coincide con un periodo in cui aumentano i viaggi e cambia anche lo stile di vita. "Le persone escono di più, possono avere una maggiore promiscuità e visitano Paesi dove sono presenti malattie endemiche o particolari situazioni epidemiologiche", spiega Carmassi. "Per questo, al rientro dalle vacanze, ogni donatore viene sottoposto a verifiche molto accurate e, in alcuni casi, deve attendere settimane o mesi prima di poter tornare a donare".
La cautela è massima. "Chi dona può sentirsi perfettamente bene, ma alcune infezioni possono restare silenti e rappresentare comunque un rischio per pazienti molto fragili. Per questo chiediamo sempre la massima trasparenza durante il colloquio pre-donazione. Alcuni virus possono non essere immediatamente rilevabili e richiedono periodi di sospensione che variano in base al Paese visitato o all’eventuale esposizione a fattori di rischio".











