Ha tentato di raggiungere Ceuta dal Marocco sorvolando il confine blindato con un papapendio, ma è precipitato in mare al largo della scogliera di frontiera del Tarajal. Il corpo del giovane migrante subsahariano è stato recuperato questa mattina dalla Guardia Civil.
E' il primo morto nel tentativo di ingresso 'via aerea' nell'enclave, dove una settimana dopo l'arrivo in massa di almeno 72mila migranti, l'emergenza resta altissima. Ma è la vittima numero 94 fra i corpi recuperati in mare - 83 sul versante spagnolo, 11 su quello marocchino - di persone annegate sperando di raggiungere a Ceuta. Le autorità temono una nuova ondata intorno al 15 agosto.
Le forze di sicurezza analizzano il flusso dei messaggi diffusi sui social marocchini, con slogan come "15/08" e "al-Hajma" (l'offensiva), che invitano a un nuovo assalto di massa. In risposta, il ministero di Difesa ha schierato davanti alla città autonoma le fregate 'Santa Maria' e 'Navarra', oltre al pattugliatore 'Rayo' e a una nave logistica già presenti per pattugliare il confine marino, segnato dalla barriera galleggiante di contenimento installata al largo del Tarajal, per dissuadere nuovi tentativi. Il ministero dell'Interno ha inviato altri 45 agenti antisommossa, in aggiunta ai 225 già schierati, mentre restano mobilitati sul territorio di soli 18,5 km quadrati circa 2mila militari e un migliaio di poliziotti e guardie civili con elicottero, droni e mezzi navali. Il premier Pedro Sanchez ha sospeso temporaneamente le vacanze a Lanzatore, per riunire in videocall i ministri competenti per la crisi, assicurando che il governo utilizzerà "tutti gli strumenti e le risorse dello Stato necessari" per riportare l'exclave "nel più breve tempo possibile alla piena normalità". Nella riunione sono state esaminate nuove misure per i migranti ancora presenti - stimati dal governo di Ceuta tra i tremila e i seimila - e rafforzare le sicurezza della popolazione.












