Un'analisi condotta dallo sviluppatore tedesco Vincent Schmalbach ha portato alla luce una pratica inedita nel campo dell'editoria digitale. Time ha iniziato a servire versioni modificate del proprio sito web, veicolando messaggi pubblicitari e informazioni di brand formattate in Markdown esclusivamente ai bot delle intelligenze artificiali.

L'espediente si basa sulla discriminazione dell'intestazione User-Agent inviata dalle richieste HTTP. Effettuando il download di un medesimo articolo da diversi sistemi, le simulazioni di navigazione via Chrome o Safari ricevono la classica pagina HTML destinata ai lettori in carne ed ossa. Al contrario, le richieste provenienti da ClaudeBot, PerplexityBot e OAI-SearchBot ottengono un documento in testo semplice infarcito di contenuti promozionali trasparenti per la vista umana.

Strategia inedita per Time: pubblicit� esclusive per condizionare gli LLM

L'infrastruttura gestita tramite la piattaforma di ad-tech Mobian esclude di proposito GoogleBot. Il motore di ricerca di Mountain View penalizza infatti da sempre le tecniche di cloaking, ossia la somministrazione di contenuti differenti tra scansionatori e utenti reali. Il rischio di perdere posizionamento nelle serp tradizionali ha spinto l'editore a limitare l'esperimento ai soli sistemi di elaborazione linguistica generativa.