Chiunque l’abbia conosciuta la descrive come intelligente, curiosa, ironica e simpatica. Giuliana Gardini non ha solo scritto un pezzo di storia torinese e italiana, ma ha lasciato dietro di sé ricordi affettuosi. Scomparsa qualche giorno fa a 83 anni, è stata un punto di riferimento per il mondo della comunicazione. Lo scorso dicembre aveva celebrato cinquant’anni di iscrizione all’Ordine dei Giornalisti, oltre a essere stata una pioniera nell’ambiente della televisione. Lasciato il piccolo schermo, si era dedicata alla direzione di uffici stampa, diventando poi dal 2002 responsabile relazioni esterne alla Fondazione Sandretto Re Rebaudengo. «Era una donna speciale – racconta Patrizia Sandretto, fondatrice e presidente dell’ente -. Ci conoscemmo tanti anni fa al Circolo della Stampa e una delle ultime immagini scattate insieme è stata proprio in quegli spazi, in occasione dei festeggiamenti dei suoi cinque decenni come giornalista. Siamo diventate da subito amiche, avevamo molto in comune, anche perché entrambe eravamo legate alle Langhe, tant’è che insieme abbiamo fondato il primo Rotary a Guarene. È sempre stata una persona empatica e piuttosto riservata». Quando lanciò in tv “Spogliamoci insieme” Gardini aveva cominciato giovanissima il mestiere di giornalista che l’aveva portata a viaggiare in lungo e in largo, fino ad approdare, nel 1976, alla direzione di Tele Torino International, uno dei primi canali privati in Italia. In quell’emittente lanciò “Spogliamoci insieme”, programma che fece scalpore e la notizia arrivò addirittura alla BBC. «L’ho conosciuta in quel periodo grazie a Mario Brusa – dice Giulio Graglia, regista e presidente Fondazione TPE -. Ero fresco di scuola del Teatro Nuovo e mi chiamò per leggere il tg. Più avanti ci sono stati altri incroci, soprattutto legati alla figura di Massimo Scaglione». Pioniera dagli schermi di Grp Nel 1978 passa a Grp e contribuisce a far conoscere personaggi quali Piero Chiambretti e Alba Parietti, accogliendo come opinionisti Giovanni Arpino, Luigi Carluccio, Giorgio Cavallo e Felice Andreasi. Realizza inoltre cinque edizioni giornaliere del tg, inventando la rassegna stampa in diretta notturna. «Il primo ricordo è legato proprio all’esordio delle tv private – spiega Piero Chiambretti -. Ero a Grp e Giuliana mi licenziò: non ricordo bene cosa successe, forse dissi qualche battuta di troppo. Gardini era uno spauracchio per tutti noi che lavoravamo lì. Per anni la ebbi in antipatia, finché non la rincontrai e diventammo amici». Dalle tv private all’arte Nel 1986 lascia il mondo delle televisioni locali per occuparsi di comunicazione istituzionale. «Aveva un particolare talento nel coinvolgere le persone ed era molto generosa – conclude Patrizia Sandretto -. Aiutava chiunque avesse bisogno ed era particolarmente attiva nel supportare le donne (ebbe ruoli importanti in associazioni quali Aidda e Federcasalinghe, ndr). Era amatissima, non ho mai sentito un parere negativo su di lei».