C'è chi lo fa perché il gatto graffia il divano nuovo. Chi teme che rovini le tende, il parquet o le sedie di design. Chi ha bambini piccoli e ha paura di un graffio durante il gioco. E poi c'è chi, semplicemente, pensa che sia una normale pratica veterinaria. In realtà non è nulla di tutto questo. L'onicectomia, conosciuta anche come declawing, non consiste nel "togliere le unghie". Consiste nell'amputare chirurgicamente l'ultima falange di ciascun dito, quella a cui l'unghia è saldamente ancorata. È l'equivalente, nell'essere umano, dell'asportazione dell'ultima falange di ogni dito della mano, fino all'ultima articolazione.

LEGGI L’ACADEMY DEL GATTO

Non è un intervento che cura una malattia. Non migliora la salute del gatto. Non gli evita sofferenze future. Serve quasi esclusivamente a rendere più semplice la convivenza con gli esseri umani. Non a caso è uno degli esempi più evidenti di come, nella storia della domesticazione, il confine tra gestione e maltrattamento possa diventare estremamente sottile. Sottoporre un gatto al declawing è illegale in Italia e in gran parte dell'Europa. È ancora molto diffuso negli Stati Uniti, così come le pratiche clandestine in tutto il mondo.

Un’unghia che non è un’unghia