di
Marco Madonia
Il rapporto di amicizia e l'incontro venti giorni fa tra Romano Prodi e Francesco Guccini: «Parlavamo di tutto, non mi sono mai chiesto se fosse comunista»
«A Bologna si pascolano sempre gli stessi posti, quindi alla fine ti conosci. A noi è capitato casualmente, poi è nato un legame forte. Mi dispiace molto, è un pezzo della vita che se ne va», dice l’ex premier Romano Prodi parlando di Francesco Guccini. Il Professore e il Maestrone, un anno di differenza (Prodi classe 1939 e Guccini nato nel 1940), entrambi cresciuti in Appennino (Reggiano e Modenese), si vedevano spesso. «Andavo anche a trovarlo a Pavana, almeno una volta all’anno. L’ultimo incontro? Circa venti giorni fa, l’avevo visto molto affaticato. Mi aveva anche detto che era stanco di vivere. Di solito facevamo una bella chiacchierata e poi andavamo a cena. Lui per la prima volta non è venuto. La chiacchierata è stata molto bella lo stesso, un’ora e mezza tranquilla».
Parlavate di musica?«Anche, ma intesa più come fenomeno culturale. Mi piacevano le sue canzoni, ma devo dire che di musica non me ne intendo molto».











