La locandina con cui Casa Walden, organizzatrice di ’Cinema di Misura’ su mandato diretto del Comune, ha pubblicizzato la manifestazione che ha visto sempre il tutto esaurito (Marylin era la star di ’A qualcuno piace caldo’)"Perché il Comune non ci ha coinvolto nella rassegna cinematografica all’aperto?". Questa domanda è il cuore della lettera aperta che 13 associazioni culturali forlivesi rivolgono all’amministrazione.
Il riferimento è alla rassegna ‘Cinema di Misura’ che si è tenuta dal 22 luglio al 2 agosto in piazzetta della Misura, promossa dal Comune e curata dall’agenzia di comunicazione forlivese Casa Walden. Le associazioni firmatarie sono realtà cittadine, la maggior parte delle quali ha collaborato o collabora con il Comune in progetti e iniziative: partnership che, forse, si sono sentite tradite, scoprendosi escluse dalla rassegna. A siglare la lettera sono: Sunset, Tiresia Media, Sedicicorto, Città di Ebla, Spazi Indecisi, Collettivo Monnalisa Aps, Zardin, Onde Urbane, Masque Teatro, Un secco no APS, Circolo ARCI Valverde, Forlì Città Aperta, Arci Forlì.
Nella lettera, le associazioni partono ripercorrendo la vicenda: "Secondo la determinazione dirigenziale numero 1527 del 27 maggio 2026, il Comune – attraverso il Servizio sviluppo economico e valorizzazione del patrimonio – ha conferito un affidamento diretto per una rassegna estiva cinematografica, da poco conclusasi, con un impegno di spesa complessivo di circa 61.000 euro...". E proseguono: "Il 4 maggio è stata inviata dal Comune una richiesta di preventivi a tre operatori: due sale cinematografiche, una di Cesena e una di Rimini, che hanno declinato, e un’agenzia di comunicazione forlivese, unica ad aver presentato un’offerta. Nessuna delle realtà che a Forlì organizzano stabilmente festival e attività culturali è stata invitata, consultata o anche solo informata: dell’iniziativa si è saputo dai giornali".






