Regione07 agosto 2026 alle 01:27Stanziati cinquanta milioni in più per il fondo unico degli enti locali
Dopo la sanità che vale un miliardo di euro ci sono i lavori pubblici (350 milioni circa) e gli enti locali. Per Comuni, Unioni di Comuni, Province e Città metropolitane nella variazione di bilancio da due miliardi è autorizzata la spesa di oltre 200 milioni di euro. Con una mole simile di risorse non poteva non essere aumentato il fondo unico degli enti locali: cinquanta milioni in più per il 2026. E così sono due gli articoli approvati ieri dall’Aula (mercoledì scorso il via libera a quello su sanità e politiche sociali). Oggi il Consiglio non si riunirà, la seduta è riconvocata per lunedì e la maggioranza ha l’obiettivo molto ambizioso di licenziare la manovra martedì, anche se si dovesse finire a tarda sera.
Interventi
Nel capitolo degli Enti locali ci sono altri 92,5 milioni per le Province di Nuoro (42,2) e Nord-est Sardegna (17) e per la Città Metropolitana di Sassari (33,2). Serviranno a supportare gli enti in questione nella salvaguardia dei rispettivi equilibri finanziari in attesa della ridefinizione dei rapporti con lo Stato. Ulteriori 39 milioni (29 per il 2026 e 10 per il 2027) saranno destinati ai Comuni che presentano il fondo di solidarietà nazionale negativo: significa che il loro contributo al fondo supera di gran lunga le risorse a loro destinate, e quindi hanno il bilancio in perdita. Un problema che accomuna 32 Comuni, diversi in Gallura: è il caso, per esempio, di Olbia (in deficit di 5,2 milioni), di Arzachena (meno 7,2 milioni), Loiri Porto San Paolo (meno un milione). Ancora: otto milioni a beneficio dei Comuni ma da destinare alle sedi delle stazioni del Corpo forestale,per riqualificarle e metterle in sicurezza così da garantirne l’operatività, e quindici milioni per la rigenerazione urbana. E sempre nello stesso articolo è compresa la ricapitalizzazione di Arst per un valore di 35 milioni di euro. Sul fronte del contrasto allo spopolamento, ieri è passato un emendamento di maggioranza per autorizzare la spesa di sei milioni per rafforzare l’assistenza sanitaria nei Comuni con meno di cinquemila abitanti. Come? Riconoscendo un rimborso a medici di base e pediatri di libera scelta che aprono o mantengono un ambulatorio (800 euro mensili per l’affitto del locale per un massimo di cinque anni). Tante risorse e qualche critica dal centrodestra. «Mi sarei aspettato una maggiore attenzione per il comparto unico – ha dichiarato Alberto Urpi (Sardegna al centro 20Venti) – perché gli enti locali necessitano di una struttura organica robusta per gestire la grande mole di risorse di questa variazione».







