La Procura di Sion respinge la richiesta con cui l’Italia ha chiesto di essere parte civile nell’indagine sul rogo di Crans-Monatana. L’Avvocatura presenta ricorso: “Insisteremo. Constatazioni del tribunale sono superate dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo”
Il bar Le Constellation di Crans–Montana
La Procura di Sion ha respinto la richiesta dell'Italia di costituzione di parte civile nell'inchiesta sul rogo di Crans-Montana, in cui sono morte 41 persone, di cui 6 ragazze e ragazzi italiani e ne sono rimasti feriti altri 14.
Come apprende Fanpage.it, l'Avvocatura dello Stato, attraverso i propri referenti in Svizzera, ha già presentato ricorso contro l'ordinanza con cui la Procura di Sion ha rigettato la costituzione di parte civile del governo italiano. "Il nostro ricorso confuta tutte le constatazioni del tribunale svizzero. Si tratta di constatazioni non condivise e superate dalla giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell'Uomo", sottolinea l'avvocata generale dello Stato, Gabriella Palmieri Sandulli, che aggiunge: "Insisteremo". L'avvocato: "Cambia il segnale che la Svizzera dà alle famiglie delle vittime" Nei fatti, l'Italia non sarà ritenuta parte lesa all'interno del procedimento. Si tratta di un passaggio simbolico in questa fase delle indagini che precede quella processuale. "A cambiare concretamente è il segnale che in questa fase si dà ai parenti delle vittime. Perché loro chiaramente non lo percepiscono come un segnale di vicinanza o di amicizia da parte della Svizzera". Lo spiega a Fanpage.it, l'avvocato Vinicio Nardo, legale della famiglia di Chiara Costanzo, la 16enne che la notte del 31 dicembre ha perso la vita nel bar Le Constellation, nella località svizzera di Crans-Monatana.










