Nella seduta straordinaria della Commissione per le libertà civili, la giustizia e gli affari interni il commissario degli affari esteri critica i controli interni alle frontiere e presenta il piano della Commissione in cinque punti

«Comprendo pienamente le responsabilità legate alla gestione di queste crisi, ma trovo profondamente deplorevole che sia la ministra per la Migrazione, sia il Ministro dell’Interno spagnoli abbiano declinato il nostro invito». È con questa frase di Javier Zarzalejos, il presidente della commissione Libertà civili, la seduta straordinaria convocata dopo la crisi di Ceuta. Alla seduta hanno partecipato il commissario europeo agli Affari interni, Magnus Brunner, e il sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas Lara, che al termine degli interventi sono stati incalzati dalle domande dei gruppi parlamentari. Una seduta accesa dove non sono mancate neanche delle frecciatine alla premier Giorgia Meloni da parte del commissario europeo agli affari interni, Magnus Brunner.

Il racconto del sindaco di Ceuta

A prendere la parola per primo è stato il sindaco-presidente di Ceuta, Juan Jesús Vivas Lara, che ha restituito il punto di vista di una città che si è trovata improvvisamente al centro di una crisi migratoria. «L’umore dei cittadini di Ceuta è molto colpito, si sentono tristi, impotenti e preoccupati», ha raccontato, anche perché resta il senso di insicurezza per via le voci di un possibile nuovo tentativo di attraversamento il 15 agosto. «Non sappiamo se si ripeterà. Quello che è successo ha dimostrato che la nostra frontiera è vulnerabile», ha affermato. A preoccupare è anche la pressione sul sistema di accoglienza. «I centri per migranti sono in uno stato di collasso», ha spiegato il sindaco, parlando di «un’emergenza umanitaria di enorme portata», aggravata da problemi di ordine pubblico e da un crescente rischio per la sicurezza.