“Un danno al diritto di difesa, perché in quella chat non emerge nulla. È una questione di principio: per salvare Delmastro si arreca un danno e si nega ai miei clienti la possibilità di difendersi”. Fabrizio Gallo sceglie lo scontro frontale. Il legale di Mauro Caroccia, ex socio dell'allora sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro nella Bisteccheria d'Italia, il ristorante aperto attraverso la Le 5 Forchette srl, non accetta il muro alzato dalla Camera sulle chat tra i due. Caroccia, già condannato in via definitiva in un procedimento legato al clan Senese, è oggi nuovamente indagato con la figlia Miriam perché, secondo la Dda di Roma, proprio nella società del ristorante sarebbero stati reinvestiti capitali riconducibili allo stesso clan.
"Per questo ho presentato un'istanza nei giorni scorsi – sottolinea Gallo - Voglio sollevare un conflitto tra l'articolo 68, comma 3, e l'articolo 24 della Costituzione. Non si può privilegiare l'immunità parlamentare rispetto al diritto di difesa di un normale cittadino”. È questo il punto. Per la procura di Roma quelle conversazioni sono un tassello dell'inchiesta. Il pm Lorenzo Del Giudice ne ha chiesto l'acquisizione. Il procuratore capo Francesco Lo Voi ha rilanciato con una lettera inviata alla Camera nei giorni scorsi. Ma la Camera ha detto no. Delmastro non è indagato. Caroccia sì.










