Benvenuti nel magico mondo del capitalismo da marciapiede dove la favola ecologica della mobilità elettrica su due ruote si trasforma in un boomerang a danno dei cittadini, nel caso specifico per chi vive a Roma. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato per 2,675 milioni di euro il triumvirato del noleggio - Lime, Dott e Bird – autorizzato per il triennio 2023- 2026 dal Comune a svolgere il servizio di micromobilità (e-bike e monopattini elettrici) nell’area urbana. La maxi-sanzione non ha fatto altro che mettere nero su bianco quello che i cittadini avevano già capito a loro spese. Le tre società – scrive l’Antitrust nel provvedimento - hanno adottato «misure e strutture organizzative inadeguate a gestire le richieste degli utenti, rendendo faticosa l’attivazione e lunga l’attesa per il rilascio dei Pass e, di conseguenza, riducendo il tempo a disposizione degli utenti per poterne fruire».

LIME E L’ARTE DEL PROFITTO

Il dettaglio dei provvedimenti dell'Autorità fa emergere contorni inquietanti. Non si è trattato di semplici «disfunzioni tecniche» o di improvvisi colli di bottiglia causati dall'afflusso record di utenti. Ciò che le carte descrivono è un’architettura del disservizio consapevole e programmata. La logica sottostante è spietata: un monopattino occupato da un abbonato Metrebus in corsa gratuita è un mezzo in meno a disposizione dei clienti paganti a tariffa piena (o dei turisti). Inibire o rallentare l'accesso alla gratuità ha consentito ai gestori di massimizzare i profitti a scapito dei diritti contrattualmente promessi.