Aggiungi ItaliaOggi alle tue fonti preferite su Google per non perderti i nostri contenutiPer i componenti negativi dedotti e che hanno effetti su più periodi di imposta il termine di rettifica e di accertamento decorre dal primo momento di imputazione del componente negativo. Ciò a meno che non si tratti di componenti negativi inesistenti. E’ questo, in estrema sintesi, il contenuto dell’intervento normativo in materia di accertamenti sui componenti pluriennali presente all’interno del dlgs omnibus approvato dal Consiglio dei Ministri.

La riforma e il quadro normativo

Un intervento, di fatto, derivante da quanto previsto dalla legge 111 del 2023 di riforma del sistema fiscale e che, almeno in parte, accoglie le sollecitazioni contenute in un recente documento predisposto dalla Fondazione del CNDCEC.

Peraltro, il decreto omnibus contiene, in materia di accertamento, altre due disposizioni finalizzate a meglio regolamentare la questione legata agli accertamenti sulle società a ristretta base nonché alla fattispecie degli accertamenti fondati sul principio di anti economicità. Tornando alla questione degli accertamenti relativi al disconoscimento di componenti negativi che impattano su più periodi di imposta per una quota del totale originario, la fattispecie è emersa in tutta la sua criticità successivamente alla presa di posizione della Corte di Cassazione a sezioni unite mediante la pronuncia n. 8500 del 2021. Come noto, la Cassazione aveva sancito che il potere di accertamento da parte dell’amministrazione finanziaria da esercitare entro termini decadenziali, riguardava ogni singolo periodo di imposta in quanto il singolo periodo esprime una obbligazione tributaria autonoma.