Una parte del razzo di Space X alla deriva ha provocato un cratere di 27 metri che sarà studiato per le basi future di Alessandro Dell'Ortogiovedì 6 agosto 20263' di letturaDopo aver maltrattato per anni la terra, l’uomo ora ha deciso di iniziare a strapazzare un po’ anche la Luna. Per un contrattempo, ma anche per scelta e - come cantava Jannacci - per vedere di nascosto l’effetto che fa. Come? Agevolando il primo grande schianto (si verificano regolarmente impatti da detriti spaziali, inclusi i meteoroidi, ma le collisioni artificiali, soprattutto di questa portata, sono meno frequenti) sull’amato satellite che ci illumina le notti. Sì, perché ieri mattina - più o meno alle 7.35 italiane - un frammento di quattro tonnellate (tipo un edificio di cinque piani del peso di 4.000 kg) di un razzo si è sfracellato quasi involontariamente (era fuori controllo, ma per scelta) sulla superficie lunare.INVISIBILE

Questo, almeno, secondo le dettagliate previsioni degli scienziati visto che l’impatto, dalle prime informazioni raccolte, non è stato visto da nessuno: il minuscolo lampo (una frazione di secondo) è stato troppo debole per essere rilevato attraverso i telescopi amatoriali (forse potrebbe aver immortalato qualcosa qualche strumento più potente, ma si tratta comunque di un’impresa complicata individuare un oggetto di 14 metri che colpisce una parte illuminata della superficie lunare a 385.000 km di distanza), così come la colonna di polvere che per diversi minuti si sarebbe estesa fino a 100 km (62 miglia).Per saperne di più, insomma, dovremo aspettare diversi giorni o addirittura settimane, fin quando cioè il Lunar Reconnaissance Orbiter della NASA (il quale, come la sonda sudcoreana Danuri, era in una posizione vantaggiosa ma non è riuscito ad assistere in diretta all’evento) si posizionerà per fotografare il sito, consentendo di confrontare le immagini precedenti e successive all’impatto dello stadio superiore vuoto di un razzo Falcon 9.Già, roba di Space X, la società spaziale di Elon Musk. La vicenda è più semplice di quanto si possa pensare. Il Falcon 9 (un modello riutilizzabile che è stato inviato nello spazio già in diverse missioni) è decollato dalla Florida il 15 gennaio 2025 con a bordo due moduli di atterraggio lunari (i lander Blue Ghost e Resilience). Ebbene, il suo design consente a una parte del razzo di rientrare sulla Terra, mentre altre sezioni si staccano nello spazio: così è stato, ma il lancio ha sfruttato tutto il carburante presente sul razzo ed è stato quindi scelto, anziché farlo rientrare, di sacrificare l’ultimo componente lasciandolo bruciare nell’atmosfera. Il modulo, però, è rimasto alla deriva in una lunga orbita circolare che lo ha portato verso la Luna e poi di nuovo indietro finché, nei successivi 18 mesi, la lieve attrazione gravitazionale della Terra, della Luna e del Sole, gli hanno dato un’ulteriore spinta indirizzandolo verso la Luna, facendogli poi aumentare sempre di più la velocità. E quindi portandolo allo schianto: l’impatto («Non c’e’ alcun pericolo per la Terra», aveva assicurato il portavoce della Nasa Jimi Russell) è avvenuto con l’emisfero settentrionale della Luna , vicino al cratere Einstein, a una velocità di circa 8.690 chilometri orari (5.400 miglia orarie).Tutte le facce della Luna in mostra tra cielo e terraÈ sospesa, accogliente, ammaliante. Sembra quasi di sentire riecheggiare i versi di Leopardi: Che fai tu, luna, i...SUOLO DELL’UMANITÀ