Asegnalarlo è stato l'AI Security Institute (Aisi) britannico, secondo cui i due modelli di intelligenza artificiale si sarebbero introdotti in software di terze parti e avrebbero inviato email a individui per rubarne le credenziali, mostrando un comportamento ingannevole senza precedenti
Comportamenti fuori controllo di Anthropic e OpenAi. A segnalarlo è stato l'AI Security Institute (Aisi) britannico, secondo cui i due modelli di intelligenza artificiale si sarebbero introdotti in software di terze parti e avrebbero inviato email a individui per rubarne le credenziali, mostrando un comportamento ingannevole senza precedenti. Stando all'ente di ricerca governativo britannico per la sicurezza dell'IA, citato dal Financial Times, Mythos 5 di Anthropic e Gpt 5.6 Sol di OpenAI si sarebbero resi protagonisti di "attività prolungate e potenzialmente dannose, dirette a persone e organizzazioni reali", durante una valutazione di sicurezza informatica di routine condotta da Aisi.
Come denuncia ancora l'Aisi, in 10 test su 122, l'agente di intelligenza artificiale ha intrapreso "azioni autonome e non autorizzate su Internet, prendendo di mira persone e organizzazioni reali". Nel caso più grave, "l'agente si è impegnato in ingegneria sociale, creando false identità online e usandole per fare pressione sul responsabile del progetto affinché approvasse il codice". Chi supervisionava il software ha individuato il codice dannoso e si è rifiutata di approvarlo. "Questa è la prima volta che vediamo i rischi legati all'autonomia e all'inganno manifestarsi in modo così chiaro, senza sollecitazioni specifiche, nel mondo reale", ha precisato Aisi.












