Francesco Guccini è morto questa mattina nella sua casa di Pàvana, sull’Appennino pistoiese. Aveva 86 anni. Con lui c’erano la moglie Raffaella Zuccari, la figlia Teresa e i familiari. La notizia è stata comunicata dalla famiglia, che ha annunciato funerali in forma strettamente privata, chiedendo che il lutto possa essere vissuto nell’intimità e ringraziando quanti parteciperanno «con affetto, discrezione e rispetto». A settembre sarà organizzata una commemorazione pubblica per chi vorrà salutarlo.
Nato a Modena il 14 giugno 1940, Guccini era arrivato a Pàvana quando era ancora piccolissimo. Durante la guerra sua madre si era trasferita nella casa dei nonni paterni. Lì aveva trascorso i primi cinque anni di vita. La sua carriera musicale era cominciata tra la fine degli anni Cinquanta e l’inizio dei Sessanta. Prima di affermarsi come cantautore aveva suonato in orchestre e lavorato come cronista alla Gazzetta di Modena, occupandosi soprattutto di cronaca giudiziaria. Nel 1960 intervistò Domenico Modugno, un incontro che contribuì a orientarlo verso la scrittura di canzoni. Come autore scrisse canzoni per l’Equipe 84 e per i Nomadi, che portarono al pubblico alcune delle sue prime canzoni. “Auschwitz” e “Dio è morto” appartengono a quel periodo. Nel 1967 pubblicò Folk Beat n°1, il suo primo album.










