BOLZANO - La sua azienda si è trovata a dover saldare una bolletta salata e il titolare, un piccolo imprenditore pakistano residente in Trentino, per risolvere la questione ha deciso di attuare una truffa informatica, sottraendo il denaro a un ignaro autista calabrese. La vicenda è stata scoperta dai carabinieri di Resia, che hanno denunciato il presunto autore. Il raggiro
Tutto è cominciato quando, a inizio luglio, un autista di pullman 43enne di Crotone si è trovato un ammanco di 1.500 euro su una carta prepagata. L'uomo ha sporto querela e gli accertamenti dei carabinieri hanno risalito l'intera Italia fino ad approdare in Alto Adige. Si è così scoperto che il calabrese aveva ricevuto una e-mail con un avviso di scadenza per il rinnovo della pec e un link per procedere al pagamento. Il 43enne aveva seguito le istruzioni, trovandosi però con 1.500 euro in meno sulla carta prepagata. Si trattava infatti di una e-mail fraudolenta, che con il sistema del phishing gli aveva carpito i dati della carta. Gli inquirenti hanno appurato come il denaro fosse poi stato veicolato, peraltro tramite il circuito tracciabile PagoPA, a una piccola società altoatesina che gestisce un acquedotto.La svolta A questo punto le indagini sono approdate in Alto Adige, dove ha sede la società. I carabinieri hanno scoperto che la somma era stata utilizzata per saldare una bolletta del servizio idrico che gravava sulle casse dell'impresa, intestata a un cittadino pakistano residente in Trentino. Proprio lui è accusato di aver messo in piedi il raggiro ed è quindi stato denunciato per frode informatica. Ulteriori indagini sono in corso per individuare eventuali complici e acclarare il meccanismo impiegato per la truffa.







