Questo è il quarto articolo della serie “The slow lane” del Guardian. Gli altri sono qui.
Nel sobborgo di Penrith, che dista circa cinquanta chilometri dal centro di Sydney, è possibile prendere un treno ogni quattro-otto minuti nelle ore di punta e ogni dieci-quindici minuti nelle fasce orarie meno trafficate, fino alla mezzanotte.
Per arrivare alla stazione centrale di Sydney ci vogliono 52 minuti, più o meno il tempo che s’impiega in auto, con il vantaggio però di risparmiarsi il traffico mattutino su un’autostrada a pedaggio.
Gli abitanti di alcune città europee potrebbero non esserne particolarmente impressionati, ma Sydney, con la sua popolazione di oltre cinque milioni di persone, è ai primi posti nel mondo per numero di mezzi pubblici pro capite, con 181 mezzi ogni centomila persone, più di Hong Kong e molto più di Londra e Parigi, mentre le città statunitensi sono in fondo alla classifica.
Secondo Sharath Mahendran, uno youtuber che realizza video sui trasporti e sulla pianificazione urbana di Sydney, la città “è leader mondiale nel trasporto pubblico suburbano” e potrebbe essere un esempio per le città statunitensi, caratterizzate da una bassa densità abitativa su un territorio molto grande. Altri esperti hanno però una visione meno entusiastica del trasporto pubblico nella metropoli australiana.













