La piazza di spaccio di via Capo Passero è molto ambita dai clan. Controllare lo spaccio sotto i grattacieli di Trappeto Nord significa assicurarsi migliaia di euro al giorno da versare nella bacinella della consorteria mafiosa. La gestione del supermercato della droga è storicamente motivo di scontri, anche violenti, fra le famiglie mafiose. Non dimentichiamo che nel 2012 è stato ammazzato Alessandro Ponzo, uno dei principi della droga di via Capo Passero. Precisamente nella piazza di spaccio sotto i portici del civico 121, detta anche l’“angolo”, che ultimamente è stata anche teatro di fibrillazioni cocenti fra le giovani leve delle cosche mafiose. La sparatoria, con due feriti, in piazza Beppe Montana di un paio di mesi fa è stata una delle manifestazioni plastiche di questa “guerra” per il predominio a Trappeto nord.

Le tensioni, principalmente, hanno visto sfidarsi i Nizza, gruppo militare dei Santapaola, da un lato e i Cappello dall’altro. Un conflitto che ha radici ormai storiche. Il pentito Rosario Bucolo, ex numero 2 del gruppo mafioso del Castello Ursino, ha raccontato di quando le piazze di San Giovanni Galermo (la geografia mafiosa è diversa da quella urbanistica) le avrebbe gestite Salvatore Mirabella, conosciuto come Turi “palocco”, ma indicato con spregio da Bucolo con l’appellativo “suggi”. Mirabella, fino allo scoccare del blitz Ombra, è stato degli uomini di fiducia di Ciccio Russo, l’ultimo rappresentante provinciale dei Santapaola. Il verbale è contenuto nelle motivazioni della sentenza del processo abbreviato “Mercurio”.