Forse avrete visto il video (stavo per scrivere l’incredibile video, ma cosa c’è oramai di incredibile) dell’esecuzione di un ragazzo ucciso a colpi di pistola mentre per strada trasmette in diretta streaming sul suo canale, 600mila follower.

Cesar Gastelum, famoso per i suoi contenuti comici, era con alcuni amici fuori da un fast food a Culiacan, in Messico, e stava realizzando un video in diretta: video nel quale si vede una moto avvicinarsi a loro, ci sono due persone in sella, hanno il casco. Il conducente estrae una pistola e spara alla testa di Gastelum, uccidendolo. Culiacan, capoluogo dello stato di Sinaloa, è teatro di uno scontro fra fazioni rivali della criminalità organizzata in lotta per il controllo del territorio.

Leggo che nella stessa zona l’anno scorso è stata uccisa più o meno con le stesse modalità una influencer del ramo bellezza. Era nel salone in cui lavorava, a Zapopan nello stato di Jalisco: sono entrati e le hanno sparato mentre stava facendo una diretta TikTok.

In che modo una esperta di contenuti sulla beauty routine e un comico possano essere considerati dalle bande pericolosi al punto da doverli eliminare io non so dire. Sicuramente lo erano.

Ho ricordato di aver letto un rapporto, di recente, sul numero di giornalisti uccisi o scomparsi in Messico: sono stati otto nel 2025, secondo Article 19, organizzazione britannica per la libertà di stampa. Altri cinquantatré sono stati aggrediti fisicamente, centocinquantratré intimiditi e sono solo i casi denunciati e documentati. Ma restiamo ai morti, giornalisti e creatori di contenuti web.