"Si aprono le condizioni per valutare una cordata italiana che abbia a cuore l'industria di base del Paese” queste sono state le parole del presidente di Confindustria Emanuele Orsini in merito alla vendita del centro siderurgico di Taranto ex Ilva. L'incontro con gli industriali al Mimit - Ministero delle Imprese e del Made in Italy - è stato "serio e proficuo" ha continuato il presidente, aggiungendo che “oltre alle persone ci sono filiere importantissime di prodotti dietro all'Ilva".
Una grandissima novità dunque, dato che finora in lizza per l’acquisizione dell’ex Ilva vi erano esclusivamente opzioni straniere.
Sia il piano di vendita che quello industriale hanno subito un totale cambiamento dopo che la Corte d'Appello di Milano ha ordinato lo stop dell'area a caldo dell'acciaieria, entro 90 giorni dalla sentenza del 26 luglio. La ripartenza degli impianti dipende poi dalla totale bonifica dell’amianto ancora presente e dalla riduzione delle emissioni inquinanti, abbattendo le polveri sottili nella tutela della salute pubblica.
Proprio per questo, al Mimit si stanno svolgendo incontri con enti territoriali, associazioni industriali, imprese della siderurgia e rappresentanti del sistema produttivo interessati alla riconversione della struttura di Taranto per ideare un nuovo progetto industriale che accompagni la chiusura dell'area a caldo. L’obiettivo è quello di evitare il collasso economico e occupazionale del sito.










