A meno di venti giorni dalla trasferta di Bologna che segna l'inizio del campionato il mercato è praticamente fermo. Solo due acquisti a zero, Gattuso chiede rinforzi: nessuna risposta. I tifosi verso Frosinone 2
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Meno di venti giorni dall’inizio del campionato della Lazio, a Bologna il 24 agosto. In realtà ci sarebbe anche la prima ufficiale, il 16 all’Olimpico contro il Mantova in Coppa Italia ma il cantiere biancoceleste è ancora aperto. Sarà una stagione complicata, l’assenza dei tifosi nelle partite in casa rischia di diventare un ulteriore fattore negativo per un gruppo reduce da due settimi e un nono posto negli ultimi tre anni. Solo in trasferta saranno presenti i laziali, come si è visto ad Ascoli, domenica sera a Frosinone ci sarà una replica piena di passione e amore. Ora il problema principale diventa la squadra che andrebbe migliorata come richiesto anche da Gattuso per evitare sofferenze e provare a sovvertire i pronostici degli scommettitori arrivati a quotare la retrocessione di Zaccagni & co. «Ci manca qualcosa- ripete spesso l’allenatore della Lazio - servono un difensore centrale e un attaccante».
Mancano, però i soldi: ormai è chiaro, se non si vende qualche giocatore in esubero (il primo può essere Tavares), sarà difficile accontentare il tecnico soprattutto con quei due elementi che lui considera fondamentali. Del resto il nostro Bisignani ha fotografato perfettamente il momento: «Gli analisti da qui a dicembre fanno capire che c’è bisogno di 30-40 milioni, altrimenti il destino del club è segnato: Lotito ha questi soldi? Li metterebbe?». Un’altra domanda a cui il presidente non risponde, così come a tutte quelle dei tifosi che non riescono a capire quale possa essere l’obiettivo finale di questo lento e inesorabile ridimensionamento. Finora sono stati messi sotto contratto solo due calciatori presi a parametro zero, il terzino sinistro Pedraza e il centrale olandese Dokhi.









