(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Dopo alcune settimane passate stabilmente intorno alla soglia dei 4.000 dollari l’oncia, l’oro ricomincia a salire e si riporta sui massimi da giugno, toccando un picco intraday a 4.213,3 dollari l’oncia per lo spot. Al momento lo stesso contratto sul metallo giallo tratta a 4.196 dollari l’oncia (+2,8%), mentre il future dicembre viaggia sui 4.268,1 dollari (+2,8%). Michael Lok, Cio di Ubp, parla di «un orientamento generalmente positivo sul metallo prezioso», sostenuto da «condizioni di domanda ancora robuste nella maggior parte dei settori»; in particolare quella «delle banche centrali ha registrato un’impennata nel secondo trimestre, mentre la domanda di monete da investimento e lingotti d’oro è rimasta forte», spiega.

Sebbene lontano dai massimi di fine gennaio (per lo spot il confronto segna -23% circa, dagli oltre 5.500 dollari dello scorso 28 gennaio), il bene rifugio per eccellenza è influenzato anche delle dinamiche sui tassi d’interesse a livello globale, a loro volta influenzate dai rischi d’inflazione dovuti alla crisi in Medio Oriente. Ma al momento «i rendimenti dei titoli del Tesoro si stanno abbassando grazie all’attenuazione» di tali preoccupazioni, «il che aiuta a rendere più attraenti gli asset non redditizi ⁠come l’oro», ha affermato Jamie Dutta, analista di trading Nemo.money.