Amazon ha superato nei giorni scorsi la soglia di 3.000 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato. Il traguardo raggiunto dal colosso fondato da Bezos si inserisce in un quadro che vede il mercato azionario globale sempre più concentrato attorno a tre direttrici fondamentali: l’egemonia quasi totale delle multinazionali statunitensi, la supremazia strutturale del comparto tecnologico rispetto all’economia tradizionale e l’impatto decisivo della spesa in infrastrutture d’intelligenza artificiale sulle valutazioni di bilancio.

Egemoni, americani e IA-dipendenti

Secondo CompaniesMarketCap, infatti, su dieci aziende con la maggior capitalizzazione di mercato al mondo, otto sono statunitensi. L’unica eccezione mediorientale è rappresentata dal colosso statale petrolifero Saudi Aramco (ottava posizione), mentre l’Asia resiste ai vertici unicamente con il monopolista dei microchip Tsmc (sesta posizione).

Il secondo filo conduttore è ancora più marcato: la quasi totalità dei colossi appartiene al settore Big Tech e dei semiconduttori. Se un tempo la classifica era presidiata da conglomerate industriali o banche d’affari, oggi il potere di mercato è concentrato sui chip, il cloud computing e gli algoritmi.