Da ora in poi il piccolo pangolino del Borneo potrà contare su un paio di milioni di dollari. Lo stesso vale per l’iguana crestata delle Fiji o per la hutia, minuto e indifeso roditore delle Bahamas.

Cosa hanno in comune queste e altre specie? Sono tutte a rischio estinzione o graduale scomparsa ma adesso - grazie alla curiosa unione di intenti fra il boss di Amazon, Jeff Bezos, e l’attore di Hollywood Leonardo di Caprio - hanno tutte anche una nuova chance di essere salvate. In questi giorni è infatti stato lanciato il Phoenix Species Project, un nuovo fondo - la più grande operazione filantropica di sempre dedicata alla conservazione - che investirà 200 milioni di dollari per proteggere 100 specie del mondo animale e vegetale.

Un segnale incoraggiante, dato che si tratta di un fondo nato in quegli Stati Uniti che oggi, a causa delle politiche dell’amministrazione Trump, stanno smantellando la maggior parte dei piani di conservazione per la tutela delle specie in via di estinzione, così come quelli per la lotta alla crisi del clima (che spesso accelera il declino della biodiversità).

Il progetto nasce dall’incontro di due mondi. Dalla collaborazione tra la Re:wild l’organizzazione co-fondata da Di Caprio e il Bezos Earth Fund, fondazione privata creata dal capo di Amazon insieme alla moglie Lauren Sánchez Bezos, hanno annunciato di voler unire le forze per dedicare finanziamenti mirati alla protezione di un totale di 100 specie individuate fra quelle più a rischio. Tra queste c’è per esempio la rara vaquita che sta scomparendo, ma anche diverse specie di rane, uccelli, piccoli mammiferi o animali come la salamandra verde di Hickory Nut Gorge nella Carolina del Nord sempre più rara dopo che l’uragano Helene nel 2024 ha distrutto il suo habitat.