È un sentimento di preoccupazione quello espresso ieri dal governo di Ankara a seguito degli attacchi subiti da due imbarcazioni civili turche nel Mar Nero.
«Si è appreso che le navi civili di proprietà turca, la Yaşar e la Nadezhda, sono state attaccate da droni dopo aver lasciato il porto di Novorossisk ieri sera (lunedì, ndr) e che un gruppo di persone, tra cui alcuni nostri cittadini, è rimasto ferito», si legge in una nota del ministero degli Esteri di Ankara.
«La sicurezza dei nostri cittadini è la nostra massima priorità e la loro situazione viene monitorata attentamente. Sussiste una seria preoccupazione per il fatto che la guerra tra Russia e Ucraina si stia estendendo nel Mar Nero, colpendo anche imbarcazioni civili, nonostante tutti i nostri avvertimenti. Se non verranno adottate misure preventive, l’escalation nel Mar Nero avrà molteplici conseguenze negative, tra cui ripercussioni sulla sicurezza alimentare», prosegue la nota, per poi concludere: «A tal proposito, ribadiamo il nostro appello a tutti gli attori interessati, in particolare alle parti in conflitto, affinché adottino con urgenza misure concrete per garantire la sicurezza della navigazione nel Mar Nero».
Almeno fino a ieri sera, Ankara non aveva specificato chi ritenesse essere il responsabile degli attacchi né si erano registrare rivendicazioni. Tuttavia, secondo l’agenzia di stampa cinese Xinhua e la testata Turkiye Today, il capitano della Nadezhda, Yalcin Sahin, ha affermato che i droni contro la propria nave sarebbero stati lanciati dall’Ucraina.














