HomeLuccaCronacaIl ritorno dei telai di Maggiano: trenta associazioni si uniscono per riabilitare l’antica tessendaSi parte da una rassegna di “passeggiate letterarie” per restituire vita e servizi alla struttura. Enrico Marchi: “Non solo memoria ma anche servizio terapeutico per chi soffre di fragilità”Isabella Tobino in visita ai telaiRicevi le notizie de La Nazione su GoogleSeguiciLucca, 5 agosto 2026 – Non solo memoria, ma anche servizio pubblico che può dare risposte a chi soffre di problemi di disagio mentale. E’ il progetto lanciato dal Centro Studi e Ricerche Guglielmo Lippi Francesconi, associazione che ha sede all’ex manicomio di Maggiano, e che per tentare di realizzarlo farà cordata con altre 30 associazioni del territorio. Perchè quegli antichi telai che rappresentarono una via di cura e di riscatto per i malati dell’ex ospedale psichiatrico, oggi possono tornare ad esserlo negli ambienti di Maggiano. Il primo seme è la rassegna “Il telaio che cura, trame di memoria da Maggiano.

Il dottor Enrico Marchi

Le passeggiate letterarie alla Tessenda

“Si tratta di un mini ciclo di passeggiate letterarie alla scoperta dell’antica Tessenda – spiega lo psichiatria Enrico Marchi, presidente della “Lippi Francesconi“ –, una delle aree meno conosciute del complesso dell’ex ospedale psichiatrico. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di far conoscere alla cittadinanza spazi e storie che hanno avuto un ruolo significativo nelle esperienze di cura e riabilitazione del passato. La Tessenda e il vecchio Cinema sono infatti luoghi nei quali si svilupparono attività basate sul lavoro, sulla creatività, sulla socialità e sulla valorizzazione delle capacità delle persone ricoverate, rappresentando esperienze di buone pratiche riabilitative”. I tessuti prodotti dai malati erano impiegati direttamente nell’ospedale, per le tovaglie, le coperte, le cappe. L’idea di oggi è proprio quella di attrarre fondi per recuperare quei telai, una sessantina, e farli tornare a funzionare. Un esempio – ma uno soltanto – è quello in via Sant’Andrea dove uno di quei telai è in funzione grazie alla “Tela di Penelope“ che accolse, a sorpresa, anche la visita di Dustin Hoffman in una pausa dalle riprese del film.