Vendere per comprare. Al netto del contesto legato a Lucas Perri, portiere bloccato da tre settimane per il quale si aspetta che tutte le tessere del puzzle si incastrino in via ufficiale, la realtà del mercato del Torino adesso è strettamente legata alle uscite. Dipende anche da un paio di pezzi pesanti il cui sacrificio porterebbe nuova linfa nelle casse granata e darebbe al direttore sportivo Petrachi la forza necessaria per l’ultimo guizzo, quello che serve a completare la rosa. E in questo caso mettere i muscoli non è solo una metafora, ma l’esigenza di una squadra che adesso cerca la forza fisica dopo aver rinforzato il muro difensivo e trovato nuova fantasia con Oristanio, ma per quel che si è visto dalla prima uscita anche con Fitz-Jim.
Insomma, adesso c'è bisogno di potenza, di una nuova diga nel cuore del gioco, di un ruba palloni, di un mediano di potenza in un centrocampo di tante mezzali (troppe, infatti è lunga la lista delle partenze) e poca interdizione. La ricerca del Torino è ripresa in diverse direzioni, una porta a Bergamo dove segue Ibrahim Sulemana, ghanese classe 2003 rientrato all’Atalanta dopo l’ultima stagione iniziata con il Bologna e terminata con il Cagliari. Un metro e ottanta di potenza da piazzare di traverso davanti alla difesa che farebbe comodo ad Abate, così come il fisico di Michael Folorunsho, che di anni adesso ne ha 28 ma non è ancora riuscito a dare stabilità alla sua carriera. Non ha ancora giocato più di una stagione nello stesso posto, è tornato al Napoli dopo l’ultimo campionato passato tra Fiorentina e Cagliari e cerca una soluzione definitiva, con il placet del club di De Laurentiis che non intende puntare su di lui.







