ROMA – Centinaia di piloti, che hanno lavorato per Ryanair, hanno avviato una class action contro la compagnia low cost con sede a Dublino, sostenendo di non aver mai ricevuto la retribuzione per i giorni di ferie.
Il vettore li aveva assunti tramite agenzie interinali del settore aeronautico, inquadrandoli come lavoratori autonomi anziché come dipendenti. Uno status che, secondo i ricorrenti, li ha illegittimamente esclusi dai diritti riservati ai loro colleghi inquadrati in pianta fissa, tra cui la paga per i giorni di vacanza.
La vertenza a Londra
L'azione legale, nella quale sono state citate in giudizio anche due agenzie interinali oltre a una società di consulenza fiscale dublinese, è stata depositata presso il Tribunale commerciale di Londra da un pilota - che lavorò per Ryanair quattro anni fino al 2012 - e sostenuta da altri 261 ricorrenti.
La class action punta a usare come precedente una sentenza della Corte d'appello dello scorso anno, secondo cui un altro pilota della compagnia irlandese, ingaggiato tramite agenzia e basato all'aeroporto londinese di Stansted, doveva essere considerato come lavoratore dipendente, e non autonomo, pur non essendo stato assunto direttamente.







