Firenze, 4 agosto 2026 – “Mamma, vedo un gruppo di naziskin sotto la mia finestra”. Sono le parole che A. S, fiorentina, sente pronunciare dalla figlia sedicenne, che si trovava a Sofia, in Bulgaria, per il campeggio estivo di un movimento giovanile ebraico.

È lì che, il 2 agosto scorso, alcuni naziskin bulgari hanno tentato di fare irruzione nell’hotel che ospitava decine di giovani ebrei italiani. In un video diffuso sui social si vedono gli uomini vestiti di nero, con magliette che riportano simboli a forma di teschio, avvicinarsi all’ingresso, provocare i ragazzi affacciati alle finestre, invitandoli a scendere in strada e urlare il saluto nazista “Sieg Heil”.

Minuti di tensione, che hanno tenuto con il fiato sospeso le famiglie dei tanti ragazzi. “Ci è arrivato un messaggio alle 23 – esordisce Alisa al telefono – con il quale ci informavano della situazione. I referenti del campus ci hanno spiegato che i ragazzi erano al sicuro nelle loro stanze, ed era stata chiamata la polizia locale”. L’interno gruppetto di ragazzi, spiega ancora la donna, era comunque “scortato da personale della sicurezza privata, perché anche se fa paura dirlo ormai è impossibile far muovere i nostri figli senza”.