Resta aperto il dossier sulla grazia presidenziale per un detenuto di 63 anni, gravemente malato, che sta scontando una condanna definitiva per spaccio di sostanze stupefacenti.

La Presidenza della Repubblica, tramite il responsabile del comparto Grazie dell’Ufficio per gli Affari dell’Amministrazione della Giustizia, ha fatto sapere che l’istruttoria ministeriale non è ancora conclusa e ha contestualmente richiesto al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria (Dap) aggiornamenti sulla condizione clinica dell’uomo.

La notizia è stata diffusa dal difensore del recluso, l’avvocato Giuseppe Lipera del foro di Catania, che ha denunciato un caso di estrema urgenza umanitaria.

Nella domanda di clemenza indirizzata al Capo dello Stato si evidenzia come il sessantatreenne sia affetto da una severa forma di disfagia che gli impedisce di alimentarsi autonomamente, oltre a presentare gravissime difficoltà nella deambulazione.

Secondo la difesa, la situazione sarebbe ulteriormente peggiorata perché l’amministrazione penitenziaria, per oggettive criticità strutturali, non è in grado di assicurare al malato una adeguata e continua nutrizione, indispensabile alla sua stessa sopravvivenza.