L’estate 2026 sarà ricordata come un momento ricco di novità e con atti decisivi per lo sviluppo e l’evoluzione futura delle Imprese Culturali e Creative. Agli inizi dello scorso giugno sono stati presentati a Roma i primi risultati dell’avviso pubblico Cultura Cresce, l’incentivo promosso dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, gestito da Invitalia, e finanziato dal Fondo Imprese Culturali e Creative del Piano Nazionale Cultura 21-27. A quella data si erano registrate 295 domande per un valore complessivo di investimenti pari a 132 milioni di euro e oltre 105 milioni di agevolazioni richieste. Al momento le domande presentate sono oltre 320, con il conseguente aumento di investimenti e agevolazioni richieste.

Grazie a questo incentivo, si è assistito a un incremento sostanziale delle iscrizioni alla sezione speciale del Registro delle ICC per un totale di 560 imprese in tutta Italia, secondo il dato fornito da Unioncamere aggiornato a luglio 2026.

Sempre nello stesso mese ha preso avvio un nuovo incentivo previsto dall’art. 29 della Legge n. 206 del 27 dicembre 2023, la cosiddetta legge per il Made in Italy, dove la DGCC del MiC avrà un ruolo centrale nel processo di attuazione. La definizione di condizioni e modalità per la concessione dei contributi è affidata a un decreto attuativo del Ministro della Cultura, di concerto con il Ministro delle imprese e del Made in Italy e con il Ministro dell’economia e delle finanze, previa intesa con la Conferenza Unificata. Nel Decreto, attualmente in bozza in una versione quasi definitiva, si prevede per le imprese culturali e creative un investimento di 2,7 milioni di euro all’anno, per dieci anni, per l’erogazione di contributi in conto capitale. Agli inizi di luglio il Decreto attuativo è stato ratificato dalla Conferenza Unificata.